Set 27, 2021 21:22 Europe/Rome
  • Cosa architettano Iran e Venezuela sul petrolio per aggirare gli Stati Uniti

Venezuela e Iran hanno raggiunto un accordo sullo scambio di petrolio. L’obiettivo è aggirare le sanzioni degli Stati Uniti. Il Venezuela ha raggiunto un contratto con l’Iran per ottenere condensato di petrolio in cambio di greggio pesante.

L’accordo, rivelato da Reuters, è stato firmato dalle rispettive società petrolifere statali, ovvero la venezuelana PDVSA e l’iraniana NIOC. E rappresenta – spiega l’agenzia – un approfondimento della collaborazione tra due dei principali antagonisti degli Stati Uniti. Stando alle fonti di Reuters, l’accordo di scambio ha una durata prevista di sei mesi, ma potrebbe venire esteso. E, soprattutto, potrebbe costituire una violazione delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti verso entrambi i paesi. Queste sanzioni non soltanto vietano agli americani di avere rapporti commerciali con il comparto petrolifero venezuelano e iraniano, ma prevedono anche delle misure punitive “secondarie” per tutti quei soggetti o entità non americani che effettuano transazioni con le società petrolifere dei due paesi. Queste sanzioni secondarie possono comportare, per i soggetti colpiti, penalità che vanno dalle multe al congelamento degli asset negli Stati Uniti all’esclusione dal sistema finanziario americano. Non è tuttavia ancora chiaro se l’accordo Venezuela-Iran costituisca una violazione di questo regime sanzionatorio: il dipartimento del Tesoro americano, sentito da Reuters, non si è espresso su questo punto. L’applicazione delle sanzioni, poi, è spesso sottoposta alla discrezione del presidente in carica. Nell’agosto del 2020 l’amministrazione di Donald Trump si era spinta fino a confiscare quattro carichi marittimi di combustibile iraniano diretti verso il Venezuela, giustificando la mossa con la violazione delle sanzioni. La nuova amministrazione di Joe Biden non ha compiuto gesti simili, almeno finora. Una fonte di Reuters ha detto all’agenzia che l’accordo di scambio tra Venezuela e Iran è monitorato dal governo americano da tempo ed è considerato una probabile violazione delle sanzioni. Prima di procedere con l’imposizione di misure punitive, però, pare che l’amministrazione Biden voglia osservare la sua applicazione concreta. La stessa fonte fa sapere che i funzionari americani temono che le spedizioni di condensato iraniano – un derivato del petrolio che la PDVSA potrebbe utilizzare per diluire e raffinare il suo greggio pesante – possano contribuire al sostentamento del regime del presidente venezuelano Nicolas Maduro e rafforzarne la posizione negoziale con i gruppi di opposizione. Le sanzioni su Iran e Venezuela hanno avuto un impatto pesante sulle vendite petrolifere di entrambi i paesi. Ma hanno anche favorito il loro avvicinamento politico ed economico: in una recente riunione delle Nazioni Unite, per esempio, i ministri degli Esteri di Caracas e Teheran hanno annunciato l’impegno comune per il potenziamento del commercio bilaterale. L’economia venezuelana si fonda sul petrolio, ma le capacità di produzione e raffinazione del paese sono crollate per via della crisi economica e della generale malagestione degli impianti della PDVSA. L’applicazione delle sanzioni da parte dell’amministrazione Trump ha così contribuito a un calo, nel 2020, del 38 per cento nelle esportazioni petrolifere del paese: il minimo da settantasette anni. La difficoltà di accesso ai rifornimenti stranieri, combinata allo scarso output domestico, ha aggravato la penuria di carburante nel paese. L’accordo di scambio prevede la fornitura a PDVSA di condensato, utile a diluire il greggio pesante estratto nella cintura dell’Orinoco: si tratta di una sorta di bitume, che deve essere mescolato con prodotti petroliferi di altro tipo per poter essere trasportato ed esportato. Al Venezuela gli accordi di scambio fanno comodo perché le permettono di evitare le transazioni in denaro, che si effettuano principalmente in dollari: nel 2019 però il dipartimento del Tesoro americano ha impedito alla PDVSA di utilizzare i dollari e sanzionato anche le aziende straniere che hanno ricevuto o commercializzato petrolio venezuelano. Il condensato iraniano, inoltre, permette alla PDVSA di provare ad esportare – dopo averlo diluito – il suo greggio pesante all’estero, consentendoli di utilizzare il suo greggio leggero per produrre benzina per il mercato interno. In cambio del condensato, l’Iran otterrà dei carichi di greggio pesante venezuelano, che potrà cercare di vendere in Asia (alla Cina, ad esempio).

 

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