Ott 25, 2021 07:21 Europe/Rome
  • Erdogan dichiara guerra a 10 paesi occidentali

Ankara - Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha chiesto al Ministero degli Esteri di ...

dichiarare “persona non grata” dieci ambasciatori occidentali, tra cui anche quelli di Stati Uniti, Francia e Germania.

La richiesta deriva dall’appello dei diplomatici alla scarcerazione di Osman Kavala, un attivista e filantropo detenuto dal 2017.

L’annuncio è stato dato sabato 23 ottobre dal presidente turco stesso, nel corso di una riunione del Partito da lui guidato, il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP), svoltasi nella città di Eskisehir, nel Nord-Ovest della Turchia. “Ho dato l’ordine necessario al nostro ministro degli Esteri e ho detto cosa bisogna fare: questi dieci ambasciatori devono essere dichiarati persona non grata il prima possibile” ha affermato Erdogan, con riferimento a una mossa che precederebbe l’espulsione dei diplomatici.

“Il giorno in cui non conosceranno e non capiranno la Turchia, dovranno andarsene”, ha poi aggiunto il capo di Stato. Le dichiarazioni di Erdogan sono giunte dopo che, il 18 ottobre, il Ministero degli Esteri turco aveva convocato gli ambasciatori di dieci Paesi, nello specifico Canada, Francia, Finlandia, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Svezia e Stati Uniti, a seguito di una dichiarazione congiunta, rilasciata dalle rappresentanze diplomatiche di tali nazioni, in cui si chiedeva la scarcerazione immediata di Osman Kavala e una celere risoluzione del caso.

Per Ankara, tale dichiarazione era da considerarsi “irresponsabile”, oltre che un tentativo di politicizzare i processi legali e fare pressione sulla magistratura turca.

“È un obbligo che tutte le entità diplomatiche rispettino la sovranità del nostro Paese e l’indipendenza della magistratura turca e che si astengano dall’intervenire nei nostri affari interni”, ha poi affermato in una nota su Twitter il portavoce dell’AKP, Omer Celik. Sino ad ora, gli unici commenti sulle affermazioni del 23 ottobre sono stati rilasciati dal Ministero degli Esteri norvegese, il quale ha riferito che la propria ambasciata ad Ankara non ha ancora ricevuto informazioni sulla questione dalle autorità turche.

“Il nostro ambasciatore non ha fatto nulla che giustifichi un’espulsione”, ha dichiarato a Reuters il capo delle comunicazioni del Ministero, Trude Maaseide, aggiungendo che la Turchia era ben consapevole del punto di vista della Norvegia su questo caso.

“Continueremo a chiedere alla Turchia di rispettare gli standard democratici e lo stato di diritto a cui il Paese si è impegnato ai sensi della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”, ha affermato Maaseide. Osman Kavala è un imprenditore turco, arrestato nel mese di ottobre 2017 per quelle che sono state definite accuse “pretestuose” relative al fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016 e alle proteste antigovernative del 2013. L’attivista è una figura nota alla società civile turca, anche per attività di beneficenza, ma le autorità lo accusano di voler destabilizzare la Turchia. Inoltre, Kavala è stato accusato di spionaggio.

Il 5 febbraio 2021, un tribunale turco ha combinato queste accuse ad un caso relativo al suo ruolo nelle proteste antigovernative del 2013 e ha respinto la richiesta di rilascio. In realtà, in un primo momento, l’uomo era stato assolto per il proprio ruolo nelle manifestazioni, ma la decisione è stata poi ribaltata in appello. Per i gruppi in difesa dei diritti umani, quello di Kavala è un caso emblematico di un giro di vite condotto contro le forme di dissenso dalla Turchia di Erdogan. In tale quadro, la Corte europea dei diritti dell’uomo aveva chiesto l’immediato rilascio di Kavala già alla fine del 2019, affermando che non vi era alcun ragionevole sospetto per credere che l’attivista avesse commesso un reato e rilevando che la sua detenzione aveva lo scopo di farlo tacere.

Parallelamente, il Consiglio d’Europa, che sovrintende all’attuazione delle decisioni della Corte, ha dichiarato potrebbe votare per una procedura di infrazione contro la Turchia se Kavala non verrà rilasciato entro il prossimo meeting, programmato dal 30 novembre al 2 dicembre.

A tal proposito, il 22 ottobre, Kavala, la cui prossima udienza è prevista per il 26 novembre, ha affermato che è inutile per lui presentarsi in tribunale e fornire la propria difesa, data l’impossibilità di equità nel processo. Tale considerazione deriva dalle affermazioni di Erdogan del giorno precedente, il 21 ottobre, il quale, con riferimento alla dichiarazione congiunta delle dieci ambasciate, ha dichiarato che gli ambasciatori in questione non rilascerebbero “banditi, assassini e terroristi” nei propri Paesi. 

Potete seguirci sui seguenti Social Media:
Instagram: @parstodayitaliano
Whatsapp: +9809035065504, gruppo Notizie scelte
Twitter: RadioItaliaIRIB
Youtube: Redazione italiana
VK: Redazione-Italiana Irib
E il sito: Urmedium

Tag