Ott 26, 2021 07:40 Europe/Rome
  • Cina approva nuova legge su frontiere terrestri

Pechino - ll governo cinese ha approvato la “Legge sui confini terrestri della Repubblica Popolare Cinese”, ...

per rafforzare la sicurezza delle proprie frontiere e consentire l’utilizzo di blocchi, strumenti e armi di polizia contro coloro che le attraversano illegalmente. Il testo è stato approvato dal Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo (ANP) il 23 ottobre ed entrerà in vigore il primo gennaio 2022.

La legge sui confini terrestri si compone di 62 articoli in 7 capitoli ed è stata pensata per “regolamentare, rafforzare, proteggere e stabilizzare la sicurezza delle frontiere”. In base a quanto da essa previsto, gli agenti delle forze dell’ordine possono utilizzare strumenti e armi di polizia su coloro che attraversano illegalmente i confini e che hanno aggredito, resistito all’arresto o eseguito altre mosse violente che potrebbero mettere in pericolo la sicurezza di persone o proprietà. Oltre a questo, eventuali droni, palloni e velivoli ultraleggeri sono vietati lungo i confini. 

La legge prevede inoltre che lo Stato costruisca strutture di base ai fini del blocco, dei trasporti, della comunicazione, del monitoraggio, della deterrenza, della difesa e dell’assistenza quando necessario.

Lo Stato può anche costruire strutture per i blocchi al confine dopo i negoziati con un eventuale Paese vicino. Per la Cina, queste strutture di frontiera di base, oltre a difendere la sovranità del Paese, sosterranno lo sviluppo economico e sociale, proteggeranno le risorse naturali e l’ambiente e soddisferanno le esigenze dei residenti che vi vivono. Il documento afferma poi che dovrebbero essere istituiti meccanismi di gestione delle controversie con i Paesi confinanti per risolvere eventuali tensioni secondo i principi di uguaglianza, fiducia reciproca e consultazione amichevole.

La Cina condivide un confine terrestre con quattordici Paesi, ovvero con Corea del Nord, Russia, Mongolia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, Bhutan, Laos, Myanmar, Nepal, Vietnam e India. Oltre alle problematiche con quest’ultima, Pechino è anche preoccupata per il rischio che i terroristi attraversino i propri confini nello Xinjiang dall’Afghanistan controllato dai talebani e per la possibilità di diffusione del coronavirus dai Paesi vicini.

La legge è stata approvata dopo l’interruzione dell’ultima tornata di colloqui tra i comandanti militari cinesi e indiani, il 10 ottobre scorso, quando le parti hanno continuato ad accusarsi l’un l’altra per le tensioni di confine. Entrambe le parti hanno rafforzato la loro presenza militare in seguito a uno scontri avvenuti nel 2020 lungo la Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra India e Cina. le tensioni di confine tra gli eserciti indiano e cinese si sono riaccese in più segmenti della LAC. In particolare, tra il 5 e il 6 maggio 2020, si erano verificati i primi scontri fisici tra i due eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim, nel settore centrale della LAC. Successivamente, il 15 giugno, un altro scontro era culminato nella morte di circa 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh, nel settore occidentale della LAC. Per mesi, la Cina non aveva fornito un numero esatto dei propri caduti in tale episodio fin quando, lo scorso 19 febbraio, aveva annunciato di aver perso almeno 4 uomini e di aver riportato anche un ferito grave. L’episodio è stato l’incidente che ha causato il maggior numero di vittime tra i due eserciti dal 1967, nonché la prima volta dal 1975 in cui scontri di confine sino-indiani hanno causato vittime.

Mentre Pechino e Nuova Delhi si sono entrambe impegnate a risolvere la situazione in modo pacifico, i progressi sono stati bloccati dopo che il 12esimo incontro a livello militare era stato organizzato lo scorso 31 luglio ed era stato definito “costruttivo e utile a rafforzare la comprensione reciproca”. Al tempo, India Today aveva affermato che la Cina e l’India avevano firmato un accordo di principio che stabiliva la smobilitazione dei rispettivi eserciti da due punti di primaria importanza nella parte occidentale della LAC, nella postazione denominata PP17A. In particolare, la Cina avrebbe accettato di ritirarsi da tale area, nota anche come Gogra Post. Tuttavia, Pechino si sarebbe rifiutata di ritirare i propri uomini dalla postazione PP15, nota come Hot Springs.

 

 

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