Ott 27, 2021 00:28 Europe/Rome
  • Sono razzisti. E i tifosi che contestano i sauditi finiscono indagati

L'Arabia Saudita è una monarchia assoluta nella quale i diritti fondamentali vengono calpestati, ogni giorno. Secondo un report di Amnesty International, nel regno wahabita si è intensificata la repressione dei diritti come libertà di espressione, associazione e riunione.

Tra coloro che sono stati molestati, detenuti arbitrariamente, perseguiti e/o incarcerati ci sono critici del governo, attivisti per i diritti delle donne, difensori dei diritti umani, parenti di attivisti, giornalisti, membri della minoranza sciita e critici delle risposte del governo alla pandemia di Covid-19. Praticamente tutti i difensori dei diritti umani dell'Arabia Saudita noti all'interno del Paese sono stati detenuti o imprigionati alla fine dell'anno. In più i tribunali - anche nell'ultimo anno - hanno fatto ampio ricorso alla pena di morte e le persone sono state giustiziate per un'ampia gamma di reati. I prigionieri vengono detenuti in condizioni terribili. Come se non bastasse, a macchiare di sangue l'operato del regime, com'è emerso nei mesi scorsi, fu proprio il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ad autorizzare personalmente l'operazione per "catturare o uccidere" il giornalista dissidente Jamal Khashoggi, fatto a pezzi nel consolato saudita ad Istanbul, il 2 ottobre 2018. Ma l'Arabia Saudita non ha solamente una pessima reputazione internazionale in materia di diritti civili: in passato il regno è stato accusato di aver finanziato e sponsorizzarto gruppi islamisti e radicali nel mondo, a cominciare dal conflitto siriano, con la speranza di rovesciare il presidente Bashar al-Assad. Nonostante queste evidenze, bin Salman ha potuto tranquillamente acquistare la squadra di calcio inglese del Newcastle, con l'obiettivo di renderla una delle più forti - e ricche al mondo - e competere presto con gli eterni rivali qatarioti che posseggono il Paris Saint-Germain di Messi e Mbapppè. I tifosi del Crystal Palace hanno contestato questa controversa operazione di acquisizione del Newcastle, esponendo uno striscione durante la partita tra le due squadre al Selhurst Park. Lo striscione - che ritraeva bin Salman con una scimitarra insaguinata - accusava il regime saudita di omicidio, terrorismo, decapitazioni e crimini vari.Il fatto incredibile, che ha sconvolto anch molti attivisti per i diritti umani, come riporta il Daily Mail, è che la polizia abbia avviato un'indagine sullo striscione e sui tifosi che lo hanno esposto: l'accusa era quella di fomentare il razzismo. Cosa c'è da indagare su una legittima critica a una regime atroce e sanguinario? "La polizia dovrebbe essere in grado di stabilire che non c'è nulla su cui indagare. È una dura condanna del regime saudita e dell'omicidio di un giornalista e una critica allo stato saudita. Questo è un discorso politico" spiega Sunder Katwala, direttore del think tank sull'uguaglianza razziale British Future. "Non credo che una critica al sovrano dell'Arabia Saudita possa essere considerata un abuso razzista" ha aggiunto. Fortunatamente, come conferma lo stesso Daily Mail, la polizia sembra aver deciso di non proseguire oltre nell'indagine a carico dei tifosi del Crystal Palace. In primis perché c'è davvero poco sui cui indagare; in secundis, un'inchiesta - paradossale - per razzismo avrebbe rappresentato un atto di sottomissione e sudditanza nei confronti del regime del Golfo. Che forse ha i soldi per acquistare una squadra e riempirla di campioni, ma non di comprare le libertà. Libertà che ci consente di criticare un regime spietatio come quello di bin Salman.

L'articolo: Roberto Vivaldelli

Fonte: il ilgiornale.it

 

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