Nov 21, 2021 05:50 Europe/Rome
  • Ennesima ingerenze Usa negli affari interni di altri paesi

Managua - L’ennesimo atto di sfacciata ingerenza della OSA negli affari interni del Nicaragua ...

L’ennesimo atto di sfacciata ingerenza della OSA negli affari interni del Nicaragua, ha costretto Managua ad abbandonare l’organismo guidato da Luis Almagro.

Managua risponde così all’approvazione dell’ennesima mozione illegittima contro la sua sovranità, redatta sulla base di esclusiva ostilità politica e acrimonia ideologica, non sulla base di argomentazioni probanti e veritiere.

La decisione di uscire da un consesso che, in sfregio ad ogni decenza, interferisce continuamente negli affari interni nicaraguensi, benché non sia affatto sede di giurisprudenza internazionale, è apparsa opportuna quanto non rinviabile.

Il Nicaragua si aggiunge così al Venezuela e Cuba nell’abbandono e nel conseguente disconoscimento della OSA come entità politica di rappresentanza del continente latinoamericano.

Lungi dall’osservare quanto statutariamente previsto, la OSA é infatti uno strumento dell’aggressione ai paesi progressisti e socialisti dell’intera America Latina, una sorta di ufficio per l’America Latina del Dipartimento di Stato USA, destinato al coinvolgimento diretto dei paesi membri nella realizzazione della politica statunitense a livello continentale.

Lo scontro tra l’OSA e il governo nicaraguense, già in vigore da diversi anni, aveva subito una ulteriore impennata a seguito della campagna statunitense contro Nicaragua, Venezuela, Cuba e Bolivia iniziata da Trump e proseguita con Biden ed aveva avuto la sua ricaduta sul rifiuto da parte del Nicaragua di accettare l’osservazione elettorale dell'OSA, degli USA e della UE.

La decisione di non invitare l'OSA nel ruolo di osservatore elettorale ha avuto diverse spiegazioni, tutte molto convincenti.

E’ conseguente ad una dichiarata e manifesta ostilità preconcetta e strumentale, priva di qualsiasi argomentazione di merito, che vede il governo nicaraguense oggetto di attacchi reiterati quanto ingiustificabili sotto il profilo del Diritto e dello stesso statuto OSA. Del resto la OSA aveva già deciso, prima ancora che e elezioni si svolgessero, che non ne avrebbe riconosciuto l’esito.

Dunque cosa avrebbe osservato? Il crescendo di interferenze dell’organismo, che aveva trasformato il Nicaragua da paese membro a bersaglio di attacchi politici ordinati da Washington, non poteva essere tollerato. L’OSA, che non ha mai fatto mistero di essere schierata con i golpisti, sembrava sempre più convinta di poter esercitare una influenza politica sul Paese, tentando di porsi come interlocutore insuperabile sul piano legislativo, normativo e regolamentare dell’intero processo elettorale.

Una appropriazione indebita di sovranità nazionale nicaraguense che mai ed a nessuno il governo sandinista avrebbe concesso. Il reiterato intervento a sostegno del golpismo è apparso come insopportabile e ha indicato con chiarezza la cornice nella quale l’osservazione si sarebbe svolta.

Tra questi la definizione della carovana infame del chamorrismo, esperta in lavaggio di denaro e golpismo, come “candidati dell’opposizione” senza che lo siano mai stati e senza che abbiano mai disposto di un partito che li candidasse.

L'OSA sembrava imitare la gerarchia ecclesiale nicaraguense: fingersi arbitri terzi mentre si guida una delle due fazioni. Dunque il governo sandinista avrebbe dovuto invitare ed investire di credibilità internazionale un organismo che, non in grado di determinare la vittoria della destra, avrebbe solo cercato di invalidare il processo elettorale pur di non veder vincere il Comandante Ortega?

 

 

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