Dic 30, 2021 19:22 Europe/Rome
  • India, Kashmir: scontri tra polizia e militanti, 7 vittime

(Pars Today Italian) –– Le forze di sicurezza indiane hanno ucciso 6 militanti, di cui 2 pakistani, mentre hanno perso un soldato, in una serie di operazioni condotte nel Kashmir amministrato dall’India, il 30 dicembre.

In particolare, il capo della polizia della valle del Kashmir, Vijay Kumar, ha affermato: “Sei militanti, tra cui due cittadini pakistani, sono stati uccisi in due scontri separati con le forze di sicurezza nei distretti di Anantnag e Kulgam del Kashmir”. Un soldato dell’esercito indiano è stato ucciso negli scontri a fuoco che hanno avuto luogo nel Sud del Kashmir. Nel 2021, secondo i dati della polizia indiana, le operazioni anti-insurrezione nel Jammu e Kashmir amministrati dal governo federale hanno comportato la morte di 189 militanti e 44 membri del personale di sicurezza. Oltre a questo, gli scontri hanno anche provocato 41 vittime tra i civili, in aumento rispetto ai 33 registrati nel 2020. La polizia indiana sta portando avanti una campagna di lotta ai vari gruppi di insorti presenti nella porzione di Kashmir sotto il controllo indiano. Tale area è stata caratterizzata da una serie di omicidi mirati, iniziati il 5 ottobre scorso, che hanno colpito principalmente minoranze indù e sikh e lavoratori migranti provenienti da altre parti dell’India. Le autorità di sicurezza del Kashmir avevano attribuito la responsabilità di parte delle uccisioni a Hizbul Mujahideen, un gruppo tradizionalmente formato da combattenti locali, e al Fronte di Resistenza (TRF), ritenuto il ramo locale del gruppo militante Lashkar-e-Taiba che ha sede in Pakistan. La cellula si sarebbe formata dopo che l’India ha revocato la semi-autonomia della regione il 5 agosto 2019.  In una dichiarazione sui social media, il gruppo aveva affermato che non stava colpendo le persone sulla base della loro religione, ma aveva come obiettivo solo coloro che lavorano per le autorità indiane. Il Kashmir è una regione asiatica a maggioranza musulmana, situata tra l’India, il Pakistan e la Cina che, al momento, ne amministrano aree distinte. In particolare, la parte centro-meridionale, il Jammu e Kashmir, è amministrata dall’India, lo Azad Kashmir e il Gilgit-Baltistan, le porzioni Nord-occidentali, sono sotto la giurisdizione del Pakistan, mentre la zona Nord-orientale, Aksai Chin, è sotto il controllo della Cina. Tale ripartizione non è però riconosciuta dagli attori in gioco e Nuova Delhi e Islamabad rivendicano la propria sovranità l’una sulle parti dell’altra.

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