Gen 13, 2022 07:44 Europe/Rome
  • Washington porta avanti  il piano della RAND Corporation in Kazakistan

ALMATY (Pars Today Italian ) - Durante il colloquio telefonico del 30 dicembre 2021 con l’omologo russo Vladimir Putin, ...

il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha risposto alla proposta della Russia di un Trattato che garantisca la pace sulla base del rispetto scrupoloso della Carta delle Nazioni Unite e degli impegni assunti. 

Il Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti ha simultaneamente avviato parecchie azioni contro la Russia. L’obiettivo non è rovesciare governi o scatenare nuove guerre, ma sfiancare Mosca, obbligandola a intervenire fuori dalle proprie frontiere. 

A tal proposito, a maggio 2019 la RAND Corporation, il think-tank del complesso militare-industriale USA, aveva enumerato diverse opzioni come armare l’Ucraina,incrementare il sostegno ai terroristi Daesh (in arabo Isis) in Siria, promuovere un cambiamento di regime in Bielorussia, sfruttare le tensioni nel sud del Caucaso, ridurre l’influenza russa in Asia centrale, competere con la presenza russa in Transnistria.

Dall’11 al 13 ottobre 2021 la sottosegretaria di Stato per gli Affari politici, Victoria Nuland, ha incontrato a Mosca il governo russo. Fu lei a chiamare a raccolta nel 2001 gli alleati per combattere in Afghanistan, nonostante l’opposizione del presidente francese Jacques Chirac e del cancelliere tedesco Gerhard Schröder. Fu ancora lei che, alla fine della guerra del 2006 contro il Libano, salvò Israele organizzando un cessate-il-fuoco unilaterale ed evitandogli l’umiliazione della disfatta militare. Fu di nuovo lei a organizzare nel 2014 la rivoluzione colorata del Maidan per rovesciare il presidente ucraino Viktor Yanukovich e sostituirlo con dei nazisti. Se ne poté allora costatare il disprezzo nei confronti degli europei, provocando disagio a Bruxelles e sanzioni contro Mosca.

Secondo il Faro sul mondo, un uomo arrestato ad Almaty ha confessato di essere arrivato dal Kirghizistan dopo che sconosciuti gli avevano offerto più di 200 dollari per partecipare alle  proteste nel vicino Kazakistan.

“Alcuni sconosciuti mi hanno chiamato al telefono e si sono offerti di partecipare alla manifestazione in cambio di 90mila tenge (oltre 200 dollari). Dato che sono disoccupato in Kirghizistan, ho accettato”, ha dichiarato il detenuto a Khabar 24, un’emittente locale.

Ha aggiunto che persone non identificate gli hanno comprato un biglietto e gli hanno pagato un posto dove vivere in Kazakistan. Secondo l’uomo, con lui vivevano una decina di persone provenienti dall’Uzbekistan e dal Tagikistan.

In precedenza, Sergei Lebedev, segretario esecutivo della Comunità degli Stati Indipendenti (Csi), ha affermato che le proteste in Kazakistan erano state preparate in anticipo per destabilizzare la situazione nel Paese e che i suoi organizzatori avevano il  sostegno straniero .

“Oggi è ovvio che questi banditi si stavano preparando da tempo per destabilizzare il Paese grazie al sostegno straniero”, ha dichiarato Lebedev. “Questi provocatori, guide e sponsor delle cosiddette ‘rivoluzioni colorate’ e delle rivolte nella Csi, in questi giorni dichiarano con finto orgoglio il loro ruolo di primo piano negli atti criminali nelle città del Kazakistan”.

Lebedev fa eco alla portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, che il 6 gennaio ha affermato che gli eventi in Kazakistan sono stati “un tentativo di ispirazione straniera di utilizzare con la forza gruppi di persone armate e addestrate per minare la sicurezza e l’integrità dello Stato”.

Il 5 gennaio, il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev ha affermato che dietro le proteste c’e un gruppo di cospiratori “motivati ​​finanziariamente” con un piano attentamente pianificato, promettendo azioni decisive contro qualsiasi criminale.

Le proteste in Kazakistan, provocate da un aumento dei prezzi del gas, sono iniziate il 2 gennaio. Le manifestazioni sono iniziate prima nelle aree sud-occidentali del Paese e sono state pacifiche, ma poi si sono rapidamente estese ad altre città, evolvendosi in violenti disordini. Il Kazakistan si è rivolto ai suoi alleati dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Csto), chiedendo loro di inviare forze di pace per salvaguardare le infrastrutture strategiche nel Paese a causa dei disordini.

 

 

 

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