Gen 20, 2022 05:18 Europe/Rome
  • Justin Trudeau e il genocidio dei bambini nativi

OTTAWA (Pars Today Italian) – Nel corso del 2010 il manifesto è stato il primo e unico giornale italiano a pubblicare degli ampi articoli che denunciavano il genocidio di almeno 50mila bambi ...

indigeni fra i circa 150mila che, tra il 1863 e il 1998, vennero internati nelle scuole residenziali religiose del Canada, delle quali 79 dipendevano direttamente dalla Santa Sede.

Le leggi razziali , alcune ancora in vigore, che permisero la sottrazione coatta di bambini indigeni alle loro famiglie, le torture, gli stupri e le uccisioni denunciate 12 anni fa su queste pagine, vennero snobbate dall’intero mondo mediatico nazionale e considerate esagerazioni giornalistiche, se non addirittura delle vere e proprie bufale infondate.

Più recentemente, soprattutto da quando nel giugno dello scorso anno sono iniziate a saltar fuori, a ridosso degli ex istituti religiosi canadesi, delle fosse comuni con migliaia di corpi occultati, si è presa un po’ più sul serio questa tragica vicenda, iniziandola a valutare nelle sue reali dimensioni.

Gli ultimi sviluppi dei giorni scorsi hanno finalmente indotto il governo di Justin Trudeau a intraprendere un accordo di principio che prevederebbe un risarcimento record di 40 miliardi di dollari canadesi (circa 28 miliardi di euro).

Lo ha annunciato la ministra dei Servizi indigeni, Patty Hajdu, che ha spiegato come metà dell’ingente somma servirà a risarcire i bambini nativi tolti alle loro famiglie e affidati alle cure statali, mentre l’altra metà sarà destinata alla riforma del sistema dei servizi all’infanzia.

La causa con la richiesta dei risarcimenti era stata intentata nel 2007 dalla First Nations (associazione che riunisce 634 comunità native del Canada) ed aveva avuto un primo verdetto favorevole nel 2016. Dopo che, lo scorso settembre, Trudeau si è visto respingere i ricorsi contro gli indennizzi da una corte federale, è arrivata l’attuale rinuncia del governo canadese a intraprendere un ulteriore appello, rinuncia che ha permesso l’accordo per ottenere il sostanzioso risarcimento, nella speranza che si possa davvero realizzare.

I siti di sepoltura certificati sino ad oggi sono 13 nella British Columbia, 4 in Alberta, 3 a Manitoba, 6 in Ontario ed 1 nel Quebec.

Tuttavia il genocidio dei bambini indigeni nelle Residential School ha proporzioni molto più ingenti di quelle suggerite dai ritrovamenti delle loro salme. Già nel 1907 infatti la testata canadese Montreal Star denunciava che almeno il 40% degli internati indigeni aveva perso la vita in quei lager istituzionali, quindi la stima di 50mila vittime è stata fatta per difetto .

Ad oggi sono più di 6000 i corpi ritrovati, ma non sarà mai possibile risalire al numero esatto perché da una parte i registri che attestavano la frequentazione dei bambini indigeni negli istituti religiosi sono stati distrutti o fatti sparire, mentre dall’altra molte delle salme sono finite in fondo ai laghi canadesi, cremate nei forni degli istituti o fatte a pezzi e date in pasto ai maiali.

Proprio lo scorso anno il premier canadese Trudeau usò toni drastici verso la Santa Sede, ricordando un suo viaggio in Vaticano nel maggio 2017 durante il quale chiese a Papa Francesco scuse formali per i bambini indigeni, nonché l’accesso ai registri della Chiesa per fare chiarezza sugli abusi e sulle morti.

 

 

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