Apr 23, 2022 14:44 Europe/Rome
  • Giappone e Russia, accordo raggiunto sulle quote di pesca

TOKYO -  La Russia e il Giappone hanno raggiunto un accordo per la cattura di salmoni e trote ...

nati nei fiumi russi, nonostante il peggioramento dei loro rapporti a causa della crisi in Ucraina. I due paesi hanno concordato, per l’anno fiscale 2022 a partire dal 1 aprile, la quota del Giappone di 2.050 tonnellate di salmone e trota all’interno della propria zona economica esclusiva. Si tratta dello stesso livello fissato lo scorso anno, e che il Giappone avrebbe pagato tasse alla Russia tra 200 milioni di yen ($ 1,56 milioni) e 300 milioni di yen, a seconda delle catture effettive, secondo quanto riportato dell’agenzia della pesca giapponese.

I negoziati annuali di pesca sono iniziati questo mese con le tensioni tra Tokyo e Mosca in ebollizione. Dopo l’operazione militare speciale russa nell’Ucraina, il Giappone ha imposto una serie di sanzioni contro Mosca, espellendo diversi diplomatici e ponendo fine allo status di nazione più favorita della Russia. In risposta alle sanzioni di Tokyo, la Russia si è ritirata dai colloqui di pace in stallo con il Giappone e ha congelato i progetti economici congiunti.

I prodotti del mare sono uno degli elementi essenziali della cucina nipponica e rivestono un ruolo importante nella dieta di ogni cittadino giapponese. Salmoni e trote sono particolarmente diffusi. Tuttavia, anche per pescare questi due tipi di pesce all’interno della propria zona economica esclusiva, il Giappone ha bisogno di raggiungere un accordo con la Russia. Le uova di salmone e trota infatti si schiudono nei fiumi russi e, secondo la Convenzione dell’Onu sul diritto del mare, per poter pescare queste varietà di pesce durante le loro migrazioni in acque giapponesi il governo di Tokyo deve concordare con Mosca una tassa di cooperazione e un limite massimo al volume di pesce pescato. Nel 2021 l’accordo era stato raggiunto sulla cifra di 260-300 milioni di yen (1,9-2,15 milioni di euro) a seconda della quantità di pescato, ponendo il limite a 2050 tonnellate.

I negoziati sono iniziati la settimana scorsa ma stanno risentendo fortemente delle tensioni dovute al conflitto ucraino. Normalmente infatti ogni anno la stagione della pesca inizia il 10 aprile, quando le acque giapponesi si stanno avviando verso il loro momento di massima pescosità. Quest’anno tuttavia i colloqui tra le due delegazioni sono stati ritardati notevolmente, visto che gli altri anni verso fine marzo l’accordo con la Russia era già stato raggiunto, e al momento non è chiaro se i due Paesi possano concludere i negoziati con un accordo. Secondo una fonte dell’agenzia giapponese per la pesca, la posizione di Mosca si sarebbe indurita.

Le preoccupazioni dell’industria ittica nipponica sono fondate. Lo scorso mese Mosca ha inserito il Giappone nella lista dei Paesi ostili e appena cinque giorni fa il parlamento di Tokyo ha approvato la revoca della clausola della nazione più favorita per il commercio con Mosca.  

 

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