Giu 24, 2022 21:40 Europe/Rome
  • Duemila migranti assaltano Melilla, cinque morti nella calca

Si contano almeno cinque vittime tra i migranti che nelle scorse ore hanno provato ad entrare nell’enclave spagnola di Melilla. Qui, come nella “gemella” Ceuta, i confini tra Africa ed Europa sono terrestri. 

I due territori, pur essendo situati nel continente africano, sono parte integrante della Spagna. Per cui chi riesce a scavalcare le recinsioni, entra direttamente in Unione Europea senza provare lunghe traversate nel Mediterraneo. Recinsioni spesse e muri molto alti hanno negli anni provato a limitare il flusso migratorio. Oggi però almeno in duemila hanno tentato quello che le stesse autorità locali hanno descritto come “assalto“. Una circostanza simile già accaduta, nel maggio del 2021, a Ceuta. Tutto sembra essere successo all’improvviso e senza particolari segnali premonitori. I cittadini di Melilla, tra giovedì e venerdì, hanno notato la presenza lungo i confini di diversi gruppi di persone assiepate. Nella mattinata di oggi i primi veri tentativi di ingresso in massa nel territorio dell’enclave. Le autorità spagnole hanno contato almeno 500 migranti in grado di forzare i blocchi tra i muri e le recinsioni che dividono il Marocco da Melilla. In almeno 130 sarebbero riusciti nel loro intento. E infatti nelle scorse ore sono giunti i video di migranti che corrono nelle strade della città spagnola, alla ricerca probabilmente di un mezzo con cui partire verso la penisola iberica. Tutti gli altri invece sarebbero stati respinti. E questo sia grazie alla reazione della polizia iberica, così come anche di quella marocchina. Probabilmente sono state diverse le ondate di migranti che a più riprese hanno tentato di sfondare gli ingressi sia principali che periferici dell’enclave. In totale, secondo il ministero dell’Interno di Madrid, almeno in duemila avrebbero provato a oltrepassare il confine. Si è quindi creata una calca in cui, così come confermato dai media spagnoli, sarebbero morti almeno cinque migranti. Ma il bilancio potrebbe essere più grave. Perché si parla di 76 feriti tra gli stessi migranti e 140 invece tra gli agenti della polizia marocchina. Sono stati infatti gli uomini di Rabat a intervenire per smorzare la situazione ed evitare la fuga verso la Spagna di migliaia di persone. Durante la fase più caotica che ha portato alla calca, alcuni hanno provato ad arrampicarsi sulle inferriate che delimitano i confini. E sarebbe stato questo tentativo a causare le ferite rivelatesi poi fatali alle vittime. Il flusso migratorio tra il Marocco e le due enclavi spagnole negli ultimi anni è stato tutto sommato posto sotto controllo. E questo sia per la linea dura scelta dagli ultimi governi spagnoli, sia di centro-destra che socialisti, e sia per gli accordi conclusi tra Madrid e Rabat sull’immigrazione. La vera emergenza per la Spagna si è spostata dai confini terrestri a quelli marittimi, con migliaia di barchini che riescono ogni anno a raggiungere sia la penisola iberica che l’arcipelago delle Canarie. Quando accadono assalti di questo tipo, verosimilmente si tratta di un’azione pianificata. Chi gestisce il traffico migratorio cioè, tra trafficanti e criminali comuni, permette il transito verso Melilla o Ceuta di migliaia di persone che aspettano l’occasione giusta per tentare di scavalcare le barriere. Nel maggio del 2021 una situazione del genere è stata osservata a Ceuta. Qui, nel giro di poche ore, in tanti hanno dato l’assalto alla frontiera. La polizia spagnola ha gestito con fatica la situazione, riuscendo solo dopo due giorni a riportare la calma e a respingere buona parte di chi era entrato. Ma il contesto politico di dodici mesi fa era diverso rispetto a quello attuale. Madrid e Rabat erano ai ferri corti, soprattutto per via della vicenda legata al ricovero in Spagna di Brahim Ghali, leader del Polisario, ossia del fronte indipendentista del Sahara Occidentale in guerra da quasi quarant’anni con il Marocco. E così le autorità del Paese nordafricano hanno usato una linea morbida sull’immigrazione verso Ceuta, circostanza che ha quantomeno favorito la pressione sui confini spagnoli. Oggi invece il contesto diplomatico è diametralmente opposto. I due Paesi hanno ripreso ottime relazioni diplomatiche e hanno ricucito diversi strappi. La Spagna poi ha riconosciuto la bontà del piano marocchino sull‘autonomia del Sahara occidentale, confermando quindi i tanti passi avanti compiuti dai due governi. Come mai allora migliaia di migranti si sono presentati lungo i confini? Le autorità di Madrid hanno sottolineato che la polizia marocchina ha collaborato fattivamente per respingere gli assalti. Tanto è vero che si contano più di cento feriti tra gli agenti. Anche il premier spagnolo Pedro Sanchez, commentando da Bruxelles l’accaduto, ha dichiarato che “Spagna e Marocco hanno risolto bene la situazione”. Difficile quindi stabilire cosa possa essere accaduto attorno i confini di Melilla. Appena un mese fa, nel segno sempre del riavvicinamento tra i due Paesi, sono stati riaperti dopo due anni i confini sia a Ceuta che a Melilla. L’assalto odierno quindi sembra poter assumere, al momento, i connotati di un vero e proprio mistero. Fonte: it.insideover.com

 

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