Giu 30, 2022 19:24 Europe/Rome
  • USA, la storia della discriminazione razziale - 1

WASHINGTON - Fino a metà degli anni '60 in molti stati degli USA erano in vigore leggi che discriminavano duramente i neri, negando loro i più elementari diritti civili.

La lotta dei neri d'America per l'emancipazione fu uno dei grandi episodi della storia degli anni Sessanta.

Nell’immediato dopoguerra uno dei problemi più scottanti negli Stati Uniti è quello della segregazione razziale. Bianchi e neri sono divisi in ogni attività quotidiana della società civile: si acquista in supermercati e negozi diversi, si mangia in ristoranti separati, si soggiorna in hotel distinti, le scuole sono diverse: bianchi e neri sono diversi, pertanto non possono stare insieme o, se stanno insieme, i neri devono comunque essere riverenti, portare rispetto ai bianchi e seguire certe regole.

Uno degli attacchi più significativi sferrato a questo status quo parte dal sistema educativo: nella speranza che scuole per bianchi e per neri non vengano unificate, gli stati del sud, dove il problema è più sentito, investono, negli anni ‘50, somme ingenti per migliorare il livello di istruzione dei neri. Tali iniziative non servono comunque allo scopo prefissato, in quanto il movimento contro la segregazione nelle scuole parte da Washington per allargarsi poi a tutta la nazione.

La decisione emanata dalla Corte Suprema il 17 maggio 1954 nel caso Brown contro il Ministero dell’Istruzione resta una delle sentenze più significative del XX secolo; in quell’occasione viene dichiarato: "...nulla è più importante per la nostra democrazia della decisione unanime della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America che la segregazione razziale viola lo spirito della nostra costituzione."Nonostante ciò molti degli stati del Sud perseverano nella pratica della segregazione razziale: pareva che il sistema avesse comunque il sopravvento.

Ma un altro evento, non meno significativo, avviene il 1 dicembre 1955 quando la signora Rosa Parks di Montgomery, Alabama, si rifiuta di cedere il posto da lei occupato, su di un autobus extraurbano, ad un uomo bianco. Rosa Parks viene arrestata e accusata di aver violato una delle ordinanze sulla segregazione della città.

In risposta a tale evento, un allora sconosciuto Martin Luther King organizza un boicottaggio pacifico delle autolinee di Montgomery, per protestare contro la segregazione razziale. La comunità di colore di Montgomery non prenderà gli autobus per spostarsi quotidianamente per ben 381 giorni. M.L.King viene arrestato in quell’occasione insieme ad altre 90 persone di colore con l’accusa di aver intralciato un servizio pubblico, King ricorre in appello e vince. Il 4 giugno 1956, una corte distrettuale degli Stati Uniti d’America emana la sentenza che la segregazione razziale sugli autobus di linea urbana è anticostituzionale. La resistenza pacifica del reverendo M.L.King e della comunità di Montgomery non solo aveva causato l’emanazione di quella sentenza, ma aveva anche dimostrato che il boicottaggio era un valido ed efficace strumento di lotta.

Tuttavia, il non osteggiare una situazione di ingiustizia razziale diventa sempre più difficile in correlazione con la partecipazione degli Stati Uniti d’America -in realtà principali promotori- alla creazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, è particolarmente imbarazzante obiettare alle ingiustizie razziali di paesi di altri continenti, mentre, proprio negli Stati Uniti, si negano palesemente gli stessi diritti ai concittadini di colore. Ma non è questo l’unico motivo che pare accelerare il processo di desegregazione: a partire dal 1957 alcuni degli stati africani raggiungono l’indipendenza e ciò influenza notevolmente la gente di colore degli Stati Uniti che si identificano con le popolazioni africane e vivono con orgoglio questo mutato scenario politico a dimostrazione del fatto che la gente di colore è in grado di assumersi responsabilità ad alto livello.

Intorno agli anni’60 l’esigenza di far riconoscere i diritti civili di tutta la popolazione, senza discriminazioni, si fa sempre più sentita. Proprio in questi anni sia i partiti politici che le istituzioni religiose si battono in favore di tali principi, lentamente si modifica anche l’atteggiamento che i bianchi hanno contro la partecipazione dei cittadini di colore ad alcune attività in settori rilevanti della società. Così, in questi anni, aumenta la percentuale di professori universitari di colore, di stimati avvocati e giudici, di atleti famosi, di artisti e scrittori.

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Nota nella foto un afroamericano si abbevera a un distributore d’acqua per soli "colorati" alla stazione dei bus di Oklahoma City, nel 1939. 

 

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