Ago 10, 2022 06:29 Europe/Rome
  • Russia: gli USA hanno scatenato artificialmente la Pandemia, esistono prove

MOSCA - Il Ministero della Difesa della Federazione Russa continua ad analizzare le attività militari e biologiche degli Stati Uniti e dei loro alleati in Ucraina ...

e in altre parti del mondo alla luce delle nuove informazioni ottenute nei territori liberati.

Prosegue lo studio dei campioni biologici provenienti da soldati ucraini che hanno volontariamente deposto le armi. Come avevamo già osservato in precedenza, nel loro sangue sono state trovate alte concentrazioni di antibiotici, oltre a marcatori immunologici indicativi dell’esposizione alla sindrome renale e agli agenti patogeni responsabili della febbre del Nilo Occidentale, studiati dal Pentagono nell’ambito dei progetti UP-4 e UP-8 ucraini.

Particolare attenzione va prestata al ritrovamento nelle postazioni abbandonate dal personale militare ucraino di sostanze stupefacenti, tra cui oppioidi, come il metadone, la codepsina, il codeterp, nonché sostanze di tipo efedrina: t-fedrina e tri-fedrina.

La droga sintetica metadone è utilizzata nel trattamento della tossicodipendenza come terapia sostitutiva.

Giova ricordare che nella Germania nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, soprattutto tra il 1943 e il 1945, le compresse di pervitin, un derivato dell’anfetamina, venivano somministrate ai soldati per ridurre il carico psico-emotivo, principalmente alle truppe delle SS.

Il farmaco era stato utilizzato in modo massiccio anche dalle truppe statunitensi nelle guerre di Corea e del Vietnam.

Un effetto collaterale di queste droghe che creano dipendenza è principalmente l’eccessiva aggressività, il che spiegherebbe l’estrema crudeltà verso i civili mostrata da alcuni militari ucraini, nonché il bombardamento delle città nel Donbass.

Alla luce delle informazioni disponibili sull’uso di potenti stimolanti da parte dei militari dell’AFU, stiamo studiando i campioni in arrivo per verificare la presenza di questa classe di composti. Le loro tracce persistono negli organi e nei tessuti umani per molto tempo (ad esempio, nei capelli – fino a sei mesi).

I risultati saranno consegnati al Comitato investigativo e utilizzati come prova nelle indagini sui crimini di guerra commessi dal regime di Kiev.

Qualche settimana fa, durante l’operazione militare speciale, è stata liberata Rubezhnoye, nella Repubblica Popolare di Lugansk. Nel laboratorio del centro medico Pharmbiotest, situato in via Pochaivska 9, sono stati trovati documenti che confermano che, per diversi anni, sono state condotte ricerche in Ucraina per conto della cosiddetta Big Pharma. Test clinici di farmaci non registrati con effetti collaterali potenzialmente gravi sono stati condotti su residenti locali.

Abbiamo esaminato i locali del centro responsabile delle sperimentazioni cliniche dei farmaci su volontari. In essi sono state trovate prove del fatto che i clienti occidentali visitavano regolarmente Pharmbiotest e potevano accedere a tutte le fasi del processo di ricerca. Per comodità di lavoro, le scritte sulle apparecchiature, i nomi delle stanze e la documentazione di lavoro erano stati duplicati in inglese.

Per non rovinarsi la reputazione ed evitare i costi legali in caso di fallimento delle sperimentazioni dei nuovi farmaci, le aziende statunitensi ed europee hanno condotto test clinici sui cittadini ucraini. La retribuzione dei volontari era minima e gli incidenti mortali potevano essere facilmente nascosti. Non ci sono state nemmeno ispezioni o controlli seri da parte delle autorità locali.

Ciò è in linea con il concetto occidentale di delocalizzare a livello internazionale la ricerca più controversa. In Ucraina sono stati utilizzati a questo scopo personale militare, cittadini a basso reddito e una delle categorie più vulnerabili della popolazione, i pazienti degli ospedali psichiatrici.Continuiamo ad analizzare il materiale documentario scoperto nel laboratorio dell’insediamento di Rubezhnoye.

Avevamo già informato che più di 16.000 campioni biologici, tra cui campioni di sangue e di siero, erano stati trasferiti dall’Ucraina verso gli Stati Uniti, la Georgia e i Paesi europei.

Sullo sfondo delle assicurazioni dell’amministrazione statunitense che le informazioni genetiche ottenute dai cittadini ucraini saranno utilizzate “…esclusivamente per scopi pacifici…”, vorrei citare una dichiarazione di Jason Crowo del Comitato per l’Intelligence della Camera degli Stati Uniti alla Conferenza sulla Sicurezza del Nord America nel mese di luglio.

Crow aveva messo in guardia gli Americani sui pericoli connessi al concedere il proprio DNA a società private per i test perché: “… c’è la possibilità che i risultati dei test vengano venduti a terzi… e le informazioni ottenute potrebbero essere utilizzate per sviluppare armi biologiche destinate a gruppi specifici… o a singoli individui.”

Dato l’interesse dell’amministrazione statunitense per lo studio di agenti biologici “mirati,” tali dichiarazioni costringono a rivedere le cause della nuova pandemia di coronavirus e il ruolo dei biologi militari statunitensi nella comparsa e nella diffusione dell’agente patogeno COVID-19.

Nel maggio 2022, Jeffrey Sachs – uno dei maggiori esperti della rispettata rivista medica The Lancet e professore alla Columbia University, la principale istituzione accademica per la biosicurezza globale – aveva dichiarato durante una conferenza in Spagna che “… il coronavirus è stato creato artificialmente ed è molto probabile che sia stato creato utilizzando i progressi americani nella biotecnologia…”

Secondo i nostri esperti, ciò è dimostrato dalla mutevolezza non caratteristica delle genovarianti che causano diversi picchi di incidenza dei coronavirus, dalle differenze significative in termini di letalità e contagiosità, dalla distribuzione geografica non uniforme e dalla natura imprevedibile del processo epidemico nel suo complesso. Sembra che, nonostante gli sforzi per contenere e isolare la malattia, la pandemia sia alimentata artificialmente dall’introduzione di nuove varianti del virus in una particolare regione.

Stiamo valutando la possibilità che l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID) sia coinvolta nella comparsa del nuovo coronavirus. Dal 2009, l’agenzia ha finanziato il programma Predict, che ha studiato nuove specie di coronavirus tramite la cattura di pipistrelli portatori dei virus. Uno degli appaltatori del progetto è Metabiota, una società nota per le sue attività militari-biologiche in Ucraina.

È assai sospetto che, nel 2019, prima della comparsa dei primi casi di COVID-19, l’istituto statunitense Johns Hopkins avesse ospitato una simulazione denominata “Event-201,” in cui ci si esercitava a gestire un’epidemia di un coronavirus precedentemente sconosciuto che, secondo il piano dell’esercitazione, veniva trasmesso dai pipistrelli all’uomo attraverso un ospite intermedio, i maiali. È in questo modo che il virus dell’influenza spagnola, che aveva ucciso decine di milioni di persone, era diventato pandemico.

L’attuazione dello scenario COVID-19 e la rapida chiusura del programma Predict da parte dell’USAID nel 2019 suggeriscono la natura deliberata della pandemia e il coinvolgimento degli Stati Uniti nella sua comparsa.

 

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