Ott 02, 2022 07:57 Europe/Rome
  • Svelato ruolo degli USA nell'esplosione dei gasdotti Nord Stream

MOSCA - La Russia dice di essere in posso delle prove sul coinvolgimento degli Stati Uniti nell'esplosione dei gasdotti che portano in Europa il gas russo.

Le fughe di gas registrate lunedì nel Mar Baltico dai condotti Nord Stream 1 e 2, è diventata una nuova sfida nelle relazioni della Russia con gli Stati Uniti e l'Europa. "Abbiamo già alcuni materiali che indicano la pista occidentale nell'organizzazione e nell'attuazione dell'attacco terroristico  che hanno messo fuori uso i gasdotti Nord Stream". Sono le parole del capo del servizio esterno d'intelligence russa (SVR), Sergey Naryshkin. "A mio parere, l'Occidente sta facendo di tutto per nascondere i veri responsabili e organizzatori di questo attacco terroristico", ha aggiunto.

 Si tratta di un gravissimo atto di sabotaggio è avvenuto nei giorni scorsi contro il gasdotto Nord Stream 2 che, prima del boicottaggio orchestrato dagli Stati Uniti, avrebbe dovuto raddoppiare le forniture di gas naturale russo alla Germania. Le autorità svedesi hanno emesso un’allerta nella giornata di martedì in seguito al rilevamento di alcune perdite di gas nelle acque dello stesso paese scandinavo e in quelle della vicina Danimarca. Le cause sono da attribuire appunto a danni molto gravi subiti sia dal Nord Stream 2 sia dal Nord Stream 1, dovuti, secondo lo stesso governo tedesco, a eventi tutt’altro che accidentali.

Il gasdotto Nord Stream 2 è stato dunque oggetto con ogni probabilità di un “attacco mirato” e “senza precedenti”. Nelle ultime settimane, l’infrastruttura che avrebbe potuto garantire l’indipendenza della Germania dai gasdotti che transitano dall’Europa continentale era stata al centro delle richieste sempre più insistenti di imprese e normali cittadini tedeschi, decisi a chiederne l’apertura immediata per dare respiro a un’economia in rapido declino. 

Il lavoro di sabotaggio potrebbe essere stato portato a termine anche dagli stessi americani. Martedì è circolata la notizia che un distaccamento della Marina USA si trovava qualche giorno fa nelle acque del Mare del Nord a una trentina di chilometri dal gasdotto Nord Stream 1 e a non più di cinquanta dal Nord Stream 2. Nel pomeriggio di martedì, ad ogni modo, il deputato europeo dell’opposizione ultra-atlantista polacca, Radek Sikorski, ha pubblicato un tweet con l’immagine della fuga di gas nelle acque del Mare del Nord con la scritta “Grazie Stati Uniti”. Poco dopo, Sikorski ha sostituito quest’ultima frase con un presunto detto polacco: “[da] una piccola cosa, così tanta gioia”.

Che non si sia trattato di un incidente è stato confermato dai sismologi svedesi, che martedì hanno fatto sapere di avere registrato due esplosioni nell’area interessata dalle fughe di gas, una nella notte di lunedì e un’altra poco dopo le 19 dello stesso giorno. Questa zona non è solitamente interessata da fenomeni sismici naturali, così che è possibile escludere con un certo margine di sicurezza un evento di questo genere.

Il regime ucraino e alcuni media ufficiali in Occidente hanno subito accusato apertamente Mosca per l’incidente ai due gasdotti, ma come di consueto si tratta solo di propaganda. La Russia, nonostante l’attitudine ultra-provocatoria dell’Europa, aveva insistito nel dare la propria disponibilità ad attivare in qualsiasi momento il Nord Stream 2 e, in generale, a fornire gas alla Germania e agli altri paesi in caso di sospensione delle sanzioni imposte dopo l’inizio delle operazioni militari in Ucraina a febbraio.

Non è chiaro inoltre quali vantaggi un atto distruttivo contro un’infrastruttura strategica che ha contribuito a costruire avrebbe potuto portare alla Russia. Per fermare il gas diretto verso la Germania, come si sta osservando in queste settimane, a Mosca è sufficiente chiudere i rubinetti, mentre, in teoria, eventuali azioni di sabotaggio a proprio favore sarebbero state se mai dirette contro gasdotti gestiti da altri paesi.

Se mai fosse stato necessario, l’incidente che ha interessato i due gasdotti Nord Stream deve fare aprire definitivamente gli occhi alla ridicola classe politica tedesca sul vero e proprio complotto che il suo principale alleato, in collaborazione con i lacchè polacchi e non solo, sta mettendo in atto contro il sistema Germania. Sperare in un cambio di rotta a Berlino è però fin troppo ottimistico, visto che è lo stesso governo Scholz che ha contribuito attivamente a scavare la fossa all’economia e all’industria del suo paese e di quelle del resto d’Europa.

 

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