Feb 26, 2020 14:38 CET
  • Islam, la mia scelta (165): Enes dalla Grecia

L’Islam è un sistema di giustizia sociale che dà realmente gli stessi diritti a tutti, ciascuno indipendentemente dalla sua credenza, la sua origine etnica, il suo statuto sociale o la sua discendenza. L’Islam incita affinché la gente diventi buona e si aiuti senza cercare di causarsi del torto. L’Islam garantisce ai più deboli i loro diritti.

L’Islam stabilisce il credo in un Dio unico, Onnipotente e Misericordioso. Ogni essere dotato di ragione agisce secondo i suoi desideri. Ogni atto giudicato bene, secondo l’Islam, gli sarà iscritto come una buona azione. Di stesso per ogni atto giudicato cattivo, sempre secondo l’Islam, gli sarà iscritta una cattiva azione. Il giorno del giudizio ultimo, ciascuno vedrà i suoi atti passati alla prova della bilancia. L’uomo per natura commetterà molti sbagli o peccati, ed il mezzo che gli è stato dato per riscattare i suoi sbagli è di fare del bene verso gli altri! L’uomo compie così il suo doppio obiettivo sulla terra: obbedire al suo Creatore e raggiungere il vertice del buon comportamento sociale verso gli uomini. Amici in questa puntata vi invitiamo ad ascoltare la storia di Enes, neo-musulmano greco.

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Enes, è un giovane greco che qualche anno fa ha recitato la shahada divenendo musulmano. Enes racconta così la storia del suo ritorno all’Islam: ”Io sono nato ad Atene e insieme ai miei genitori vivevo una vita agiata e comoda. Da giovane facevo il cantante.  E provai in modo esagerato tutto: droga, alcool...
Nel 1987 per fare il servizio militare fui inviato nel nord della Grecia dove viveva una minoranza musulmana. Là tra i miei compagni c’erano anche dei musulmani, alcuni di loro non erano praticanti ma altri osservavano le pratiche religiose. Un giorno vidi uno di loro recitare il Corano con una bella e impressionante voce. Qualche giorno dopo nel sonno sentii una voce che pronunciava queste parole: la ilaha illallah (“non c'e' altro Dio all'infuori di Allah”) e Muhammad Rassulallah (Muhammad è il messaggero di Dio).
A quel tempo non potevo capire il significato di quelle parole. Quella mia visione si ripetè per altri due o tre giorni. Andai da quel mio compagno musulmano e gli chiesi il significato di quei termini strani che avevo sentito nel sogno. Lui mi spiegò dettagliatamente il loro significato e disse che quella formula era la Shahada,e che chi voleva diventare musulmano doveva pronunciarle prima. Al tempo il mio cuore non era preparato per accettare la verità; dopo aver assolto il servizio militare, tornai ad Atene dalla mia famiglia e di nuovo ripresi quella mia vita sviata e senza senso. Anche ad Atene rividi ancora quei miei sogni in cui una voce strana ripeteva delle parole arabe. Questa volta, quelle voci suscitarono molto la mia curiosità e fu così che decisi di condurre delle ricerche sull’Islam. Volevo cercare di conoscere quel Dio dell’Islam che era il solo a meritare di essere adorato.”

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Durante la mia ricerca scoprii delle realtà stupende sull’Islam. Nell’Islam al contrario di altre religioni, il fedele poteva parlare direttamente col Signore e non c’era bisogno di nessun mediatore. E poi la pulizia, l’igiene e la purificazione sono tra i piú importanti princípi dell'Islam. Tutte le norme e pratiche si completavano a vicenda e nessuna pratica contraddiceva l’altra.
Nell'Islam il razzismo non era consentito ed il Corano, il sacro libro dei musulmani, parlava di uguaglianza tra gli esseri umani. L'Islam dichiarava che tutte le persone a prescindere dal colore, dal ceto sociale e dal sesso, erano uguali davanti al Signore.
Guardando i musulmani mentre facevano la salat (preghiera islamica), uno provava una sensazione indescrivibile di serenità e pace così da far dimenticare tutti i dolori e le sofferenze. Io alla fine dopo un periodo di ricerca presi la mia decisione e divenni musulmano. Dopo la mia conversione affrontai delle difficoltà. All’inizio i miei genitori si opposero a questa mia scelta. Mio padre però, dopo avermi visto deciso nella mia scelta, la accetto'. Mia madre però ancora non è convinta di questa mia decisione. Le do ragione perchè ormai nel mio paese l’Islam viene presentato come una religione aggressiva. Per i greci infatti gli ottomani rappresentavano la fede islamica e con l’impero ottomano loro ricordano l'occupazione della Grecia e la repressione del suo popolo da parte dei turchi ottomani dal 1453 fino al 1821. Quindi loro attribuiscono l’Islam ai turchi e per loro tutti i musulmani sono turchi. In Grecia i musulmani sono cittadini di terzo grado. Anche i nostri media lanciano campagne anti-islamiche attribuendo ogni crimine e reato ai musulmani per creare l'odio o la paura verso l'Islam o verso i musulmani in genere. Nemmeno nelle scuole si parla mai dell’Islam; eppure e' una delle grandi religioni monoteiste del mondo. Quindi i musulmano devono affrontare tante difficoltà. Alcuni di loro, per paura, non dichiarano ufficialmente la loro conversione. L'altra realta', purtroppo, e' che in Grecia non abbiamo a disposizione le fonti necessarie per conoscere l’Islam.
Secondo me se il vero Islam venisse presentato con mezzi adeguati ai popoli, loro entrerebbero volentieri in questa religione.

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