May 05, 2020 12:21 CET
  •  Il progresso scientifico dell’Iran (19)

Nel nome di Dio, cari amici, benvenuti all’appuntamento della nostra programmazione dedicata al progresso scientifico ed alle scoperte dell’Iran islamico in diversi settori.

E’ iniziato in Iran il conto alla rovescia per l’inaugurazione di un nuovo impianto di produzione di spugna di ferro tramite riduzione con una capacita’ di 800 mila tonnellate all’anno.

L’impianto che funziona in base al metodo coniato PERED (Persian Reduction), messo a punto dagli ingegneri iraniani e tedeschi, sfrutta gli ossidi del ferro per la realizzazione di prodotto idoneo per la produzione di acciaio e sorgera’ nella citta’ di Miyaneh, a nord-ovest del territorio iraniano.

Il progetto e’ stato attuato dall’IMIDRO, l’Organizzazione per lo Sviluppo e la Modernizzazione delle miniere e delle industrie, ed ha come obbiettivo principale quello di alimentare l’industria iraniana dell’acciaio, un settore molto promettente ma meno conosciuto del paese mediorientale.

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La produzione di acciaio oggi e’ lo strumento industriale piu’ strategico per l’Iran, sia sul piano interno che estero.

L’Iran con la produzione di oltre 1 milione di vetture all’anno, che lo piazza in cima ai produttori di automobili del medioriente, ha una necessita’ elevata di acciaio, resosi sempre piu’ vitale negli ultimi anni, anche per via dell’ampliamento della rete ferroviaria, e della necessita’ di innovare le infrastrutture petrolifere.

Del resto, l’aumento dei prezzi mondiali dell’acciaio e la scoperta di 400 milioni di tonnellate di minerale di ferro negli ultimi anni in Iran, secondo quanto spiegato dal direttore dell’IMIDRO, Mahdi Karbasian, non lascia dubbi a Teheran sull’espansione di tale industria.

E proprio sul versante dell’export, nel 2016, l’acciaio e’ stato la maggiore voce dopo il petrolio, il gas e i prodotti petrolchimici.

La piu’ grande fabbrica del paese e’ la Foulad Mobarakeh di Isfahan, con 7.2 milioni di tonnellate di produzione all’anno; importante anche l’impianto della regione del Khouzestan, a sud-ovest dell’Iran. Dato curioso e’ che entrambe le acciaierie, sono anche proprietarie di una squadra di calcio, il Sepahan per Isfahan ed il Foulad Khouzestan per l’altra fabbrica, entrambe presenti nella serie A iraniana.

 

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Oggi l’Iran produce 16 milioni di tonnellate di acciaio all’anno, l’1% della produzione mondiale, ma le autorita’ di Teheran hanno avviato un piano per toccare la quota di 55 milioni di tonnellate entro il 2025; in questo scenario, le esportazioni dovrebbero sfiorare le 20 milioni di tonnellate all’anno. La questione interessante e’ che dal 2016 in poi, l’Europa e’ stata una grande protagonista nell’avventura dell’acciaio persiano, nel bene e nel male.

Il protagonista centrale e’ l’italiana Danieli, che ha firmato accordi per investimenti fino a 5.7 miliardi di dollari, e che ha creato con l’Iran la societa’ Persian Metallics, joint venture italo-iraniana. Nel mese di luglio, pure l’Austria e’ entrata nei giochi annunciando l’investimento di 1 miliardo di dollari per la creazione di una fabbrica nel sud del paese mediorientale.

Un grande mercato per l’acciaio di Teheran, che nel 2016 ha esportato 4 milioni di tonnellate, e’ l’Europa, che pero’ attualmente applica dazi punitivi intorno al 23% sui laminati a caldo dell’Iran.

Secondo gli ultimi dati di Eurofer, l’esportazione di acciaio iraniana in Europa ha superato il milione di tonnellate nel 2016, fenomeno che viene ritenuto pericoloso dalle autorita’ europee. Il dato di fatto, comunque, e’ che le esportazioni di acciaio iraniane in Europa sono aumentate del 45%, nel corso dell’ultimo anno.

 

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