Dic 08, 2021 11:15 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Amici, la scorsa settimana abbiamo letto i primi 5 versetti della Sura Al Hujurat Le Stanze. Anche oggi continuiamo la lettura e l’approfondimento di questa nobile Sura coranica, la quale scese al cuore del Profeta Mohammad, sia lodato dal Signore, durante la sua permanenza a Medina ed è composta di 18 versetti. Considerando che la maggior parte di questa Sura indica alcune delle regole fondamentali di convenienza spirituale da osservare nei rapporti tra i credenti e l’Inviato di Allah pace e benedizioni su di lui, è conosciuto anche come il manuale coranico di comportamento per i fedeli che gli aiuta a rafforzare tra di loro il legame affettivo e di fratellanza.

Oggi continuiamo con la lettura dei versetti 10 al 12 della Sura Al Hojurat.

 

إِنَّمَا الْمُؤْمِنُونَ إِخْوَةٌ فَأَصْلِحُوا بَيْنَ أَخَوَيْكُمْ وَاتَّقُوا اللَّهَ لَعَلَّكُمْ تُرْحَمُونَ

“In verità i credenti sono fratelli: ristabilite la concordia tra i vostri fratelli e temete Allah. Forse vi sarà usata misericordia”. (49:10)

 

In questo versetto viene spiegato uno dei concetti più importanti nella relazione tra i musulmani, la fratellanza. Una delle caratteristiche straordinarie dell’Islam è quella di instaurare tra i fedeli un tipo di legame che va oltre ogni altro rapporto. Tutti coloro che cradono in Allah, l’Unico e l’Onnipotente e nel suo ultimo Messaggero Mohammad, Pace eBnedizione su di lui, vengono uniti in una unica famiglia che è quella islamica e di conseguenza sono fratelli l’uno con l’altro. Tale principio annulla e spazza via in un solo colpo tutte le forme di superiorità razziste e le diversità sociali ed etniche dovute al potere o alla ricchezza.

Da questo versetto impariamo che:

1. Nessun musulmano è autorizzato a sentirsi superiore di altri in quanto tutti i credenti su un piano orizzontale sono tutti uguali mentre sulla scala verticale hanno più valore coloro che sono più timorati di Dio l’Altissimo.

2. Una sana società dovrebbe sentirsi responsabile nei confronti di tutti i suoi membri come in una sana famiglia in cui vige una profonda solidarietà e il senso di responsabilità.

3. La pace e la fratellanza tra i fedeli fanno scendere la Benedizione di Dio su tutti i musulmani.

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Ascoltiamo ora il versetto 11 della Sura Al Hujurat:

 

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا لا يَسْخَرْ قَوْمٌ مِّن قَوْمٍ عَسَى أَن يَكُونُوا خَيْرًا مِّنْهُمْ وَلا نِسَاء مِّن نِّسَاء عَسَى أَن يَكُنَّ خَيْرًا مِّنْهُنَّ وَلا تَلْمِزُوا أَنفُسَكُمْ وَلا تَنَابَزُوا بِالأَلْقَابِ بِئْسَ الاِسْمُ الْفُسُوقُ بَعْدَ الإِيمَانِ وَمَن لَّمْ يَتُبْ فَأُولَئِكَ هُمُ الظَّالِمُونَ

O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com’è infame l’accusa di iniquità rivolta a chi è credente”. (49:11)

Abbiamo visto che come nel versetto precedente, Iddio Altissimo ha sottolineato l’importanza del principio di fratellanza tra i fedeli. Questo versetto invece menziona tre caretteri spregevoli che una volta adottati dai fedeli viene minato seriamente il rapporto di affetto e di rispetto tra di essi. Il primo divieto coranico riguarda la deplorevole abitudine di deridere gli altri, per farsi grandi negli occhi della gente. Il secondo comportamento fortemente rimproverato in questo versetto è quello di chiamare gli altri con un nomignolo spregevole e umiliante, in quanto la causa di rancore e odio tra i fedeli. E la terza abitudine da abbandonare è quella di offendere le persone con parole pesanti o gesti umilianti.

Da questo versetto impariamo che:

1. Coloro che hanno fede in Dio l’Onnisciente non si permetteranno mai di prendere in giro i propri fratelli musulmani.

2. Deridere gli altri è il sintomo di senso di superiorità e il Sacro Corano ricorda ai fedeli di tenere in mente che gli altri possono essere benissimo migliori di noi.

3. Ricordiamoci che scoprire i difetti e gli sbagli altrui porta inevitabilmente a portarci un giorno al centro di uno scandalo ancora più grande per i nostri peccati e errori.

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E infine ascoltiamo il versetto 12 della nobile Sura Al Hujurat:

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا اجْتَنِبُوا كَثِيرًا مِّنَ الظَّنِّ إِنَّ بَعْضَ الظَّنِّ إِثْمٌ وَلا تَجَسَّسُوا وَلا يَغْتَب بَّعْضُكُم بَعْضًا أَيُحِبُّ أَحَدُكُمْ أَن يَأْكُلَ لَحْمَ أَخِيهِ مَيْتًا فَكَرِهْتُمُوهُ وَاتَّقُوا اللَّهَ إِنَّ اللَّهَ تَوَّابٌ رَّحِيمٌ

“O credenti, evitate di far troppe illazioni, ché una parte dell’illazione è peccato. Non vi spiate e non sparlate gli uni degli altri. Qualcuno di voi mangerebbe la carne del suo fratello morto?” (49:12)

 

Proseguendo a raccomandare i fedeli a rispettarsi come se fossero veramente dei fratelli, in questo versetto del Sacro Corano vediamo un forte rimprovero contro coloro che si mettono a indagare nella vita privata degli atri. Iddio, il Misericordioso invita, anzi ordina ai fedeli di non accusare una persona per il gusto di sentirsi superiori e don sparlare alle spalle degli altri in quanto questi altri sono assenti e non possono difendere la propria reputazione e innocenza, motivo per cui parlare male degli altri in loro assenza viene paragonato all’atto osceno di mangiare la carne dei proprio fratello deceduto.

Da questo versetto impariamo che:

1. In una società islamica, fino alla prova contraria tutti sono innocenti e i credenti devono avere fiducia l’uno nell’altro.

2. Essere sospettosi ci porterebbe a diventare ossessionati da scoprire gli errori degli altri e tale malattia minerebbe seriamente la serenità e la pace collettiva.

3. Uno dei principi islamici è quello di impedire che gli altri compissero atti immorali e in base a questo principio i fedeli non dovrebbero permettere a nessuno di sparlare dei loro fratelli e danneggiare la loro reputazione.

4. Presso Allah, il Perdonatore non vi sono peccati irreparabili. Lui Sa tutto e conosce i nostri segreti più nascosti e chiunque si pentisse di fronte ad Allah ha diritto a sperare nel Suo Immenso Perdono.

 

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