Dic 15, 2021 10:54 CET

Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso. Cari amici di Pars Today Italian, siamo lieti di accompagnarvi anche oggi con l’interpretazione semplice e scorrevole dei versetti del Corano, l’ultimo testo rivelato dal Signore e la Sacra Scrittura di un miliardo e mezzo di persone al mondo.

Amici, la scorsa settimana abbiamo letto i primi 5 versetti della Sura Al Hujurat Le Stanze. Anche oggi continuiamo la lettura e l’approfondimento di questa nobile Sura coranica, la quale scese al cuore del Profeta Mohammad, sia lodato dal Signore, durante la sua permanenza a Medina ed è composta di 18 versetti. Considerando che la maggior parte di questa Sura indica alcune delle regole fondamentali di convenienza spirituale da osservare nei rapporti tra i credenti e l’Inviato di Allah pace e benedizioni su di lui, è conosciuto anche come il manuale coranico di comportamento per i fedeli che gli aiuta a rafforzare tra di loro il legame affettivo e di fratellanza.

Oggi continuiamo con la lettura dei versetti 13 al 18 della Sura Al Hojurat.

 

Ascoltiamo ora il versetto 13 della Sura Al Hujurat:

يَا أَيُّهَا النَّاسُ إِنَّا خَلَقْنَاكُم مِّن ذَكَرٍ وَأُنثَى وَجَعَلْنَاكُمْ شُعُوبًا وَقَبَائِلَ لِتَعَارَفُوا إِنَّ أَكْرَمَكُمْ عِندَ اللَّهِ أَتْقَاكُمْ إِنَّ اللَّهَ عَلِيمٌ خَبِيرٌ

“O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme”. (49:13)

Il tema centrale di questo versetto è che l’IsIàm spazza via qualsiasi concetto di supremazia razziale, nazionale, etnica, sociale. L’unico criterio con il quale stabilire una gerarchia di merito tra gli uomini è il timore di Allah.

Secondo i criteri islamici la varietà della razza, del colore della pelle e delle lingue con cui gli uomini comunicano tra di loro, non rappresentano un motivo di superiorità o inferiorità di un uomo verso l’altro bensì sono elementi che arricchiscono la vira sociale degli uomini rendono possibile e più facile il riconoscimento degli individui e delle comunità. Quando il Sacro Corano ricorda all’uomo di essere generati da un unico padre e da una unica madre fa riferimento all’Adamo e all’Eva e alla creazione dell’uomo.

Da questo versetto impariamo che:

nessuna razza e nessuna etnia si deve credere migliore agli altri in quanto l’origine della creazione di tutti torna a un’unica fonte.

2. Essere uomo o la donna, o avere la belle chiara o scura non rappresenta un fattore di superiorità ma un elemento utile di distinzione tra gli uomini.

3. Il Sacro Corano bandisce tutte le forme di razzismo e attribuisce solo alla fede sincera e al timore di Dio, l’unico elemento di superiorità.

 

A questo punto ascoltiamo i versetti 14 e 15 della Sura Al Hujurat:

 

قَالَتِ الأَعْرَابُ آمَنَّا قُل لَّمْ تُؤْمِنُوا وَلَكِن قُولُوا أَسْلَمْنَا وَلَمَّا يَدْخُلِ الإِيمَانُ فِي قُلُوبِكُمْ وَإِن تُطِيعُوا اللَّهَ وَرَسُولَهُ لا يَلِتْكُم مِّنْ أَعْمَالِكُمْ شَيْئًا إِنَّ اللَّهَ غَفُورٌ رَّحِيمٌ

“Gli arabi (Beduini) hanno detto: «Crediamo». Di’: «Voi non credete. Dite piuttosto Ci sottomettiamo», poiché la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori. Se obbedirete ad Allah e al Suo Inviato, Egli non trascurerà nessuna delle vostre [buone] azioni. In verità Allah è perdonatore, misericordioso”. (49:14)

 

إِنَّمَا الْمُؤْمِنُونَ الَّذِينَ آمَنُوا بِاللَّهِ وَرَسُولِهِ ثُمَّ لَمْ يَرْتَابُوا وَجَاهَدُوا بِأَمْوَالِهِمْ وَأَنفُسِهِمْ فِي سَبِيلِ اللَّهِ أُوْلَئِكَ هُمُ الصَّادِقُونَ

“ I veri credenti sono coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato senza mai dubitarne e che lottano con i loro beni e le loro persone per la causa di Allah: essi sono i sinceri”. (49:15)

 

I due versetti e in particolare il versetto 14 della Sura Al Hujurat è importante per la distinzione che stabilisce tra la fede e la sottomissione al Signore dei mondi: la prima investe la realtà spirituale dell’individuo, la seconda può limitarsi al suo comportamento esteriore ed essere comunque accettata dalla comunità islamica. La sottomissione ad Altissimo, talvolta precede la fede e crea i presupposti affinché quest’ultima possa svilupparsi nel cuore dell’uomo. Come abbiamo già detto, la Sharia, la legge islamica, si limita a giudicare quello che appare. Solo Allah infatti, gloria a Lui l’Altissimo, conosce il segreto dei cuori.

Da questi versetti comprendiamo che:

1. Coloro che si credono dei fedeli, ma nei fatti e nelle azioni non seguono la Volontà di Dio e del Suo Profeta Mohammad, Pace su di lui, in realtà sono considerati musulmani solo in questo mondo, mentre nella vita dopo la morte non ricevono nessun beneficio dalla loro apparente fede.

2. La dimora della fede è il cuore ovvero l’intelletto e mai la lingua. Per essere un vero fedele non è sufficiente proclamarsi religiosi bensì è indispensabile comportarsi secondo i criteri e i principi dell’Islam.

3. Oltre alle Parole di Dio Onnisciente riportate nel Sacro Corano, ogni vero musulmano degno di questo titolo deve seguire anche le parole e la condotta del nobile Profeta Mohammad, sia lodato dal Signore.

 

E infine ascoltiamo i versetti finali ovvero 16, 17 e 18 della Sura Al Hujurat:

قُلْ أَتُعَلِّمُونَ اللَّهَ بِدِينِكُمْ وَاللَّهُ يَعْلَمُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَمَا فِي الأَرْضِ وَاللَّهُ بِكُلِّ شَيْءٍ عَلِيمٌ

“Di’: «Sareste forse voi ad istruire Allah sulla vostra religione, mentre Allah conosce ciò che è nei cieli e sulla terra?». Allah conosce tutte le cose”. (49:16)

 

يَمُنُّونَ عَلَيْكَ أَنْ أَسْلَمُوا قُل لّا تَمُنُّوا عَلَيَّ إِسْلامَكُم بَلِ اللَّهُ يَمُنُّ عَلَيْكُمْ أَنْ هَدَاكُمْ للإِيمَانِ إِن كُنتُمْ صَادِقِينَ

“Vantano questa sottomissione, come fosse un favore da parte loro. Di’: «Non rinfacciatemi il vostro IsIàm come se fosse un favore. È piuttosto Allah Che vi ricorda il Suo favore di avervi guidati verso la fede, [che otterrete] se siete sinceri”. (49:17)

إِنَّ اللَّهَ يَعْلَمُ غَيْبَ السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضِ وَاللَّهُ بَصِيرٌ بِمَا تَعْمَلُونَ

“Allah conosce l’invisibile dei cieli e della terra e Allah ben osserva quel che fate”. (49:18)

Vane le pretese di quelli che vogliono a tutti i costi rendere nota la loro cosiddetta pratica religiosa. Possono ingannare gli altri e forse loro stessi ma certamente non Allah, gloria a Lui l’Altissimo.

Stando ai testi di commento del Sacro Corano, nei primi anni della formazione della comunità islamica guidata dal nobile Profeta Mohammad, Pace su di lui, vi erano alcuni neo musulmani che facevano pesare sul Messaggero di Dio, il loro sostegno e contributo all’Islam. Ed ecco che Iddio Altissimo ricorda loro che sono loro ad avere un enorme debito con l’Islam e il Profeta che gli ha salvati dalle tenebre dell’ignoranza e della mistificazione.

Da questi tre versetti che concludono la Sura Al Hujurat impariamo che:

1. L’Islam, il Profeta Mohammad e tanto meno il Signore dei mondi, non hanno bisogno della nostra fede e delle nostre buone azioni, ma sono gli uomini ad avere bisogno della Benedizione Divina.

2. In una società islamica, i fedeli dovrebbero imparare a non farsi ingannare dalle belle parole dietro le quali non vi sono sincere intenzioni.

3. L’intero universo, e la Creazione stessa sono avvolti dai misteri che non verranno mai scoperti se non grazie alla Volontà e agli strumenti di Dio Onnisciente.

 

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